Endometriosi. Conosciamo meglio una patologia che fa soffrire molte donne

L’endometriosi è un nemico crudele che non viene riconosciuto presto. Fa soffrire molto donne perché spesso non viene data una diagnosi immediata e si risolve in età avanzata.

 

Ne sono colpite molte donne, giovanissime, circa il 10%, e il 38% ha dei sintomi evidenti che non vengono riconosciuti dai medici.

Questa condizione, impedisce di vivere una vita serena e di svolgere i propri compiti quotidiani. Spesso si sottovaluta la grande sofferenza provata da queste donne, ma in realtà l’endometriosi è una patologia debilitante che colpisce diversi organi.

La loro condizione le porta ad isolarsi dagli altri e a non pianificare il loro futuro.
Per alleviare il dolore, vengono prescritti degli analgesici, specie durante il ciclo mestruale e qualche rimedio erboristico per combattere contro lo stress.

A volte si prescrive una terapia ormonale per bloccare le mestruazioni, in modo da interrompere il circolo vizioso che lega il ciclo al dolore.

Per conoscere meglio questa patologia ed affrontarla con maggiormente consapevolezzai, vediamo di cosa si tratta.

Endometriosi che cos’è

Si tratta di una malattia estrogeno-dipendente, il cui sintomo principale è un forte dolore pelvico che si acutizza, in particolare, con l’arrivo del ciclo mestruale.

E’ caratterizzata da frammenti di endometrio che è lo strato interno dell’utero, che fuoriescono dalla cavità uterina e si distribuiscono nelle ovaie, nelle tube, nel perineo, nel tratto retto-vaginale e sui legamenti utero-sacrali.
Interessando l’intestino, la vescica, o il retto, si possono accusare forti dolori durante i rapporti intimi, nel ciclo mestruale e difficoltà a liberare l’intestino.

Raramente può interessare anche il polmone e il nervo sciatico.

Cosa succede nei tessuti colpiti dall’endometriosi

Durante il ciclo mestruale, il sangue che fuoriesce irrita i tessuti causando bruciore, dolore, gonfiore, danno funzionale e proliferazione delle fibre nervose del dolore che amplifica gli stimoli dolorosi.
Quando l’endometriosi coinvolge le ovaie, si possono formare delle cisti, chiamate cisti endometriosiche che possono provocare anche problemi di infertilità. Ci sono, però, dei trattamenti specifici che riescono a risolverne il problema.

Per capire se i disturbi mensili di cui soffriamo sono correlati con questo tipo di patologia, scopriamo quali sono i principali sintomi dell’endometriosi.

Endometriosi, ecco i sintomi più evidenti

  •  Dolore intenso durante il ciclo mestruale, con perdite abbondanti, tanto da impedire molte attività.
  • Tensione addominale accompagnata da fitte che compaiono generalmente verso la fine del ciclo.
  • Manifestazioni dolorose alla penetrazione profonda.
  • Infertilità.
  • Dolore pelvico distribuito nella zona del bacino.
  • Costipazione, diarrea o mal di schiena.

Oltre a questi disturbi fisici, si possono evidenziare anche dei sintomi psicologici che a volte costringono a ricorrere a visite specialistiche che aiutino a trovare un rimedio per combattere stati depressivi, ansia e attacchi di panico.

Trattamento farmacologico da seguire

Per affrontare il dolore si può ricorrere a una terapia farmacologica. Il ginecologo sceglierà quella opportuna per ognuno. Con la cura ormonale, si evita la progressione delle lesioni scatenate dall’infiammazione che torna ogni mese con le mestruazioni. Si proteggono, inoltre, le ovaie dal rischio di infertilità.
I controlli periodici sono d’obbligo.

Quando il dolore non è troppo acuto, si possono assumere antidolorifici che a seconda dell’età non richiedono prescrizione medica.

La cura più efficace è sicuramente quella ormonale, che include anche l’eliminazione temporanea del ciclo. I farmaci sono la pillola contraccettiva, i progestinici, il cerotto contraccettivo o l’anello contraccettivo vaginale.

 

Soluzioni definitive

La terapia ormonale è quella che funziona nella maggior parte dei casi, ma non rappresenta una soluzione definitiva. Spesso si ha una ricaduta dal momento dell’interruzione farmacologica.

In casi estremi, l’ultima spiaggia è la terapia chirurgica. Si ricorre a questa soluzione, qualora non si avesse una risposta evidente alla terapia farmacologica o in caso di complicazioni della malattia.

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