Storia degli assorbenti: quando sono stati inventati?

assorbenti

Sebbene al giorno d’oggi sempre più donne durante il ciclo mestruale, iniziano ad abbandonare l’uso dell’assorbente igienico esterno, preferendo l’uso di quello interno oppure la coppetta, sono in molte a chiedersi quando e da chi sono stati inventati gli assorbenti. L’argomento mestruazioni è sempre stato un tabù e praticamente non è mai stato trattato da storici maschi, però questo non vuol dire che le donne non abbiano mai mestruato, anzi al contrario. Le mestruazioni sono sempre esistite ma nessuno ne ha mai parlato per vergogna. Ma come facevano le donne dell’antichità quando arrivavano le mestruazioni? Cosa adoperavano?

 

Nell’antico Egitto, ad esempio, il gentil sesso utilizzava un papiro ammorbidito per creare assorbenti interni. Nella Grecia antica, invece gli assorbenti interni venivano realizzati in casa con garza avvolta attorno a piccoli pezzetti di legno. Furono i Romani a trovare l’alternativa di una protezione esterna per il flusso mestruale, scegliendo per la loro creazione, la morbida lana.

In altre parti del mondo carta, muschio, lana, pelli animali ed erba, erano adoperati per arginare i flussi dei giorni di ciclo, nella versione di tamponi rudimentali fatti con spugne, foglie e fibre vegetali prima, poi sostituiti da stracci e, per le donne più ricche, da avanzi di tessuto. Il tutto era fermato e legato a cinture tenute intorno alla vita sotto le gonne. Non esistendo infatti gli slip, intorno a queste bende, si creavano occhielli per far passare la legatura.

 

L’assorbente nella versione monouso nasce alla fine dell’800 in Germania e poi negli Stati Uniti. Sembra che siano state le infermiere americane durante la Grande Guerra a sperimentare l’uso delle bende di cellulosa e cotone e quindi ad aver davvero lanciato su grande scala l’invenzione degli assorbenti usa e getta, seguiti poi negli anni Trenta dai tamponi interni, pare inventati da un medico americano per la moglie ballerina. Nel 1920 Kotex (la fusione dei due termini inglesi ” cotton” e “texture”), realizzò modelli di assorbente in cellulosa e non in cotone, perché risultava ben cinque volte più assorbente.

 

Seppur ancora molto diverso dall’odierna morfologia, il Kotex fu il primo assorbente igienico ad essere pubblicizzato, rompendo così il grande tabù che vigeva sulla sua commercializzazione, ma non sulla vergogna di acquistarlo, è per ovviare questo problema, che fu inventato il primo distributore automatico di assorbenti, che permetteva alle donne di comprare il pacco di Kotex, senza l’imbarazzo di dover chiedere al commesso.

 

Il Kotex rappresentò la soluzione ideale al controllo del flusso mestruale, ma mancava ancora qualcosa per farlo diventare come quello che tutti oggi conosciamo, la compattezza e la striscetta adesiva, che ne permette l’adesione al centro delle mutandine. Il primo Kotex era si monouso, ma di forma rettangolare, spesso quanto un asciugamano piegato e veniva fermato alle estremità da due clip che facevano parte di una cintura elastica che andava indossata come fosse una mutandina.

La striscetta adesiva, fu aggiunta negli anni 70, che permette un uso comodo e veloce. Vengono poi elaborati materiali sintetici, sempre più fini ed efficaci, modellati in forme non più rettangolari ma anatomiche. Nel 1980 viene introdotto l’involucro singolo, in modo tale che le donne potessero portare sempre con sé nella borsetta un assorbente. Dagli anni 90 gli assorbenti migliorano di anno in anno. Vengono introdotte le “ali”, lo spessore diminuisce sempre di più, l’evoluzione continua in modo tale che diventino sempre più adattabili al corpo e ai movimenti.

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