Mestruazioni presente e passato tra mito e leggenda

Da sempre le Mestruazioni hanno rappresentato per il sesso femminile il passaggio da una fase della vita fatta di gioco e spensieratezza all’età adulta e più responsabile.

Oggi sembra tutto così naturale quando una bambina giunge al momento della prima mestruazione. In alcune famiglie si festeggia con regali da “signorina”. In altre famiglie, invece, si vive questo momento in silenzio. Si evita di sbandierare l’evento e si tiene la figlia più tempo a casa.

Da cosa dipendono questi diversi atteggiamenti?

Perché ci sono delle differenze sostanziali nel modo di vedere una condizione normale della vita che si può paragonare ai primi passi di un bambino o alla caduta del primo dente?
Dal punto di vista biologico, oggi sappiamo cosa sono le mestruazioni. Sono quelle che permettono di procreare una nuova vita. Tutti noi esistiamo grazie al fatto di avere avuto una madre fertile che senza le mestruazioni non sarebbe stata tale.

Negli anni, secoli e millenni, non si possedevano tante conoscenze e vedere una donna sanguinare per molti giorni, senza che morisse, sembrava magia o addirittura qualcosa di demoniaco.

Oggi le ragazze accettano con serenità questa fase della loro crescita. Sono disinvolte e vivono liberamente anche durante il ciclo mestruale.

Sono diverse da quelle ragazzine che fino a poco tempo fa, specie nel meridione d’Italia, vivevano questo momento con vergogna. Il padre, in particolare, non vedeva di buon grado questa condizione. Teneva le figlie femmine a casa, temendo che potessero restare incinta. Spesso le toglievano anche dalla scuola. Una ragazzina del Sud un giorno disse: “Appena mi formo non vengo più a scuola!”

Questi atteggiamenti immotivati hanno delle origini antichissime che si perdono nella notte dei tempi e per capire meglio di cosa stiamo parlando, dovremmo andare all’origine del mondo.
Ancora oggi, vi sono paesi del Sud dove le femmine sono poste in una posizione d’inferiorità rispetto al resto della famiglia e in special modo dei fratelli, che possono uscire liberamente ed essere liberi di fare ciò che vogliono.

E’ a causa delle credenze tramandate da generazioni e raccontate dalle nonne, che molte donne, oggi vedono il ciclo come un tabù e lo vivono con vergogna, non parlandone con nessuno.

Mestruazioni presente e passato tra mito e leggenda

Le prime comunità umane non vedevano le mestruazioni come una cosa negativa. Le collegavano alla fertilità e, pertanto, non erano sinonimo di malattia o di impurità. Consideravano le mestruazioni un flusso portatore di vita.
–  Molte tribù dell’età della pietra celebravano questo periodo con dei riti e delle cerimonie con cui veneravano la donna mestruata portatrice di nuova vita.

– I popoli indiani vivevano il menarca come un momento di rinnovo e rigenerazione. La bambina entrava nella fase adulta e meritava quindi di essere festeggiata. Questo momento indicava ricchezza, prosperità e speranza di nuova vita.

Altre culture vedevano nelle mestruazioni qualcosa di demoniaco.

I boscimani del Sud Africa, ad esempio, segregavano le donne durante questo periodo perché temevano che qualunque uomo, guardandole si sarebbe innamorato, trasformandosi in un albero parlante.

Il popolo Kung dell’Africa meridionale credeva che il sangue mestruale avesse una forte forza vitale. Durante il ciclo mestruale, infatti la donna doveva passare il rito menarca che consisteva in un periodo di isolamento dagli altri, evitando così di svolgere qualunque attività.

Menarca l’inizio di tutto

Quando una ragazza veniva a conoscenza del suo primo ciclo mestruale, si doveva accovacciare, tenere gli occhi bassi, fino a quando una donna mentore l’assisteva. Questa mentore non poteva, però, essere la madre, poiché l’energia spirituale della prima mestruazione e il parto (rappresentato dalla madre) sarebbero stati pericolosi da combinarsi tra loro.
Addirittura, veniva costruito un rifugio isolato, appositamente per la ragazza, che doveva essere separato dalla comunità. Questo veniva fatto allo scopo di evitare che la sua energia spirituale, che era molto alta, potesse danneggiare l’ambiente.

  • Non doveva guardare il sole che si sarebbe riscaldato a tal punto da bruciare i raccolti.
  • Se avesse guardato le nuvole, poi non avrebbe piovuto.
  • Non doveva toccare il suolo, nè l’acqua piovana.
  • Non poteva guardare gli uomini che cacciavano perché li avrebbe resi pigri e la sua energia avrebbe ridotto la potenza delle armi.

Nella maggior parte delle culture, il sangue mestruale ha fatto un po’ paura e la donna era considerata impura.

Le religioni, poi, si sono sbizzarrite su quest’argomento.

Nella Bibbia dell’Antico Testamento e in particolare nel Levitico, si parla di impurità della donna provocata dal ciclo mestruale. Sono vietati i rapporti sessuali e viene fatto un rito di purificazione. Durante questo rito viene recitata una litania interminabile che inizia così:

““Quando una donna avrà i suoi corsi e il sangue le fluirà dalla carne, la sua impurità durerà sette giorni; e chiunque la toccherà sarà impuro fino alla sera. Ogni letto sul quale si sarà messa a dormire durante la sua impurità, sarà impuro; e ogni mobile sul quale si sarà messa a sedere, sarà impuro. Chiunque toccherà il letto di colei si laverà le vesti, laverà se stesso nell’acqua, e sarà impuro fino alla sera…..”

Misto tra religione e credenze popolari

Il testo sacro induista, Manu, dice che tutta la vitalità , l’energia, la forza di un uomo che si avvicina a una donna insudiciata da escrementi mestruali periscono per sempre.

Nel Nepal vige tutt’ora una pratica induista, chiamata Chaupadi. Nonostante sia stata abolita nel 2005, le donne considerate impure e quindi infette, vengono esiliate in minuscole baracche al freddo. Rischiano di essere sbranate dagli animali selvatici. Questa pratica è ancora oggi adottata per evitare che la donna mestruata contamini le acque dei pozzi e delle cisterne e qualsiasi altra cosa tocchi.

Una donna abitante di Kailali nell’ovest del Nepal, ha dichiarato in un’intervista fatta da alcuni giornalisti di Al Jazeera, che le donne preferiscono isolarsi piuttosto che essere uccise dalla loro stessa famiglia.

Nel caso in cui la frutta marcisse, le mucche non dessero latte o i pozzi si seccassero, le verrebbero cavati gli occhi e le gambe torte.

Per evitare questi allontanamenti forzati, per non rischiare di morire di freddo, di essere uccisi dagli animali selvatici, di essere morsi dai serpenti, di essere violentate o rapite, molte famiglie hanno deciso di dire addio a queste tradizioni.
Vengono così costruite delle stanze all’interno delle stesse abitazioni. Le donne si incontrano e si fanno compagnia con canti attorno al fuoco.

Anche nella filosofia e nella letteratura si è affrontato il potere delle mestruazioni.

Plinio il Vecchio, descrive i danni che una donna mestruata poteva arrecare. Egli nel Naturalis Historia, narra che all’arrivo di una donna mestruata si inacidiva il mosto, morivano gli innesti, le messi divenivano sterili e i frutti cadevano dagli alberi.

Solo con lo sguardo gli specchi si appannavano e l’avorio si scuriva. Morivano le api, arrugginiva il bronzo e il ferro. I cani che bevevano il sangue venivano presi dalla rabbia. La lista sarebbe molto lunga e in alcuni punti anche raccapricciante.

Fato sta che gli uomini, da secoli, hanno attribuito ogni sciagura umana alla donna. L’hanno costretta a subire atti di ingiustizia disumana.

E’ a causa di tutte queste vecchie leggende che ancora oggi, molte donne non accettano l’arrivo delle mestruazioni. Per questo motivo, sono molto dolorose. Lo vivono con imbarazzo e tanta vergogna.

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