Congedo mestruale in arrivo. Come funziona e chi potrà usufruirne

congedo mestruale

Il disturbo limitante della dismenorrea

Molte donne in Italia soffrono di dismenorrea, ovvero di quei forti dolori legati al ciclo mestruale. I dati parlano chiaro: tra il 60% e il 90% della popolazione femminile, ha dichiarato di soffrire di spasmi insopportabili durante le mestruazioni che le costringe a letto e quindi ad assoluto riposo. In quei giorni infatti, il nostro organismo è più delicato rispetto quanto non lo sia già normalmente, e bisogna quindi prendersene maggiore cura. Infatti il nostro corpo ci parla  in modo chiaro e lo fa anche attraverso i disturbi mestruali. Quindi se questi sono particolarmente eccessivi, ciò significa che non dobbiamo affaticarci troppo ma al contrario dobbiamo staccare la spina e pensare un po’ di più a noi stesse. I classici sintomi di dismenorrea colpiscono la zona addominale e articolare ma allo stesso tempo, vengono avvertiti forti mal di testa, stitichezza o diarrea.

La proposta di legge del congedo mestruale

Come si può intuire, qualsiasi donna durante le mestruazioni non riesce a dare il 100%, specialmente in campo lavorativo. E’ per questo motivo che è stata avanzata una proposta di legge, richiesta da alcune deputate del Partito Democratico. Questa proposta consentirebbe alla popolazione femminile, di essere tutelata durante il periodo mestruale. Si parla infatti di congedo mestruale con cui le donne potrebbero assentarsi per un massimo di tre giorni al mese dal lavoro durante il ciclo, senza fare alcuna richiesta di malattia o di ferie. Inoltre non avverrebbe alcuna decurtazione dello stipendio in quei giorni di assenza.

Ma non tutte le donne potranno usufruire del congedo mestruale. Infatti potranno presentare la domanda coloro che riescono a dimostrare di soffrire di ciclo doloroso. Questo significa che dovranno presentare al proprio datore di lavoro, un apposito certificato medico. Questo documento attesterà la patologia di dismenorrea. Una volta accettata, si avrà diritto ad astenersi dal lavoro per un massimo di tre giorni al mese. La certificazione dovrà essere rinnovata ogni anno entro il 31 dicembre e presentata al datore di lavoro entro il 30 gennaio successivo.

A chi è rivolto il congedo mestruale

La proposta di legge è rivolta alle lavoratrici con:
contratto di lavoro subordinato;

contratto di lavoro parasubordinato;

contratto di lavoro a tempo pieno o parziale;

contratto di lavoro a tempo determinato;

contratto a progetto;

contratto a tempo indeterminato.

Le critiche alla proposta

Sembra proprio che il congedo mestruale sia stato oggetto di diverse critiche. Infatti potrebbero scaturire delle discriminazioni a riguardo, che penalizzerebbero il gentil sesso in ambiente lavorativo, limitandone anche l’avanzamento di carriera. Le donne infatti già possono prendere dei giorni di permesso a causa di dolori mestruali. Nel caso in cui venisse approvata la proposta, potrebbero farlo senza usare i permessi di malattia o di ferie. Da non sottovalutare la questione riguardante l’assunzione del personale femminile, che potrebbe addirittura diminuire o riportare una riduzione di salario o in termini di carriera. Inoltre potrebbe quindi diffondersi anche lo stereotipo negativo riguardante le donne che vedrebbe con difficoltà, a ricoprire degli incarichi in quei giorni particolari.

All’Estero già esiste

Mentre in Italia la proposta è ancora in fase di approvazione, all’Estero è già una realtà. Ad esempio in Giappone si parla di congedo mestruale dal 1947, mentre in Indonesia è stato introdotto l’anno successivo. Negli anni 2000 il permesso per le donne che soffrono di dismenorrea è stato istituito in Corea del Sud già dal  2001, mentre a Taiwan nel 2013. Non è un caso che l’Oriente abbia adottato subito questa tipologia di permesso. Infatti in questi Paesi, vi è una particolare credenza. Se le donne non riposano abbastanza durante il ciclo, avranno difficoltà durante il parto. In Inghilterra invece, più precisamente nell’azienda Coexist di Bristol, il congedo mestruale è una realtà di fatto. Degli studi hanno rivelato che, le impiegate di questa società che hanno usufruito del congedo mestruale, si sono rivelate più produttive ed efficienti rispetto alle altre che non l’hanno richiesto.

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